Una serata ricca di forti emozioni si è tenuta sabato 24 ottobre a Palazzo Fruscione a Salerno. Nel corso della settima edizione de “Le stanze dell’arte”, ideata e organizzata dall’artista Olga Marciano, si è voluto rendere un doveroso e sentito omaggio a Renata Tafuri, grande donna scomparsa da pochissimi giorni.La notizia della sua scomparsa, diffusasi rapidamente in tutta la città mercoledì mattina, aveva lasciato sgomento l’intero mondo dell’arte. La pittrice Olga Marciano, impegnata nella serata di presentazione del suo libro “Se potessi incontrarmi”, ha ritenuto opportuno dare un segno tangibile della sensibilità di una comunità artistica a cui la Tafuri apparteneva, e continuerà ad appartenere, di diritto.Per questo motivo, l’Organizzazione de Le stanze dell’arte ha voluto conferire un Premio alla memoria, ritirato dal marito Claudio Tortora alla presenza della famiglia e degli amici più cari. Un gesto di stima e rispetto che si è preferito inizialmente mantenere riservato.Molto significative le parole che accompagnano la targa commemorativa, lette da Cinzia Ugatti: “Custode di emozioni, donna che ha fatto del palcoscenico una casa e un atto d’amore puro. Con la grazia e la forza di chi sapeva ascoltare l’anima, hai riempito i nostri cuori di bellezza. Voce viva: il sipario, per te, non si chiuderà mai”.Visibilmente commosso e provato, il marito Claudio Tortora ha espresso il proprio ringraziamento per un gesto così spontaneo e nato dal cuore, volto a celebrare l’arte oltre l’interruzione di un percorso. Pur ammettendo la difficoltà del momento e la ritrosia a uscire, Tortora ha voluto fortemente essere presente, consapevole dell’altissimo valore del riconoscimento.A suggellare l’intensità della serata, le parole di Olga Marciano: “È nato spontaneo in me il desiderio di premiare immediatamente il percorso terreno di Renata, donna eccezionale, di grande eleganza, accoglienza, il cui viso ha sempre mostrato il sorriso anche quando la malattia le creava sofferenza. Non è un gesto di consolazione per chi resta, ma un ringraziamento a Renata per quel che è stata!”.

