Ripascimento a Salerno, Infratech: campagna di disinformazione

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Dura replica, alle accuse piovute sui lavori del ripascimento delle spiagge salernitane, da parte del Consorzio Stabile Infratech che ha inviato alla stampa una nota relativa ai lavori di difesa costiera “Ambito 2” del litorale di Torrione a Salerno.

“In relazione alla grave e strumentale campagna di disinformazione in corso sulla stampa e sui canali istituzionali riguardo il blocco dei lavori di ripascimento del litorale di Torrione, il Consorzio Stabile Infratech ritiene doveroso ristabilire la verità dei fatti, a tutela della propria  immagine e per una corretta informazione dei cittadini”. 

“In primo luogo – si legge –  è fondamentale ricordare che la nostra impresa si era aggiudicata l’appalto  formulando un’offerta tecnica che prevedeva l’utilizzo, per il ripascimento, di sabbie marine  prelevate direttamente dall’area antistante il vicino porto “Marina d’Arechi”. Una soluzione  ottimale e naturale che, tuttavia, in fase esecutiva non è stata assentita dall’Amministrazione,  costringendo l’impresa a ripiegare su cave terrestri. 

In secondo luogo, e contrariamente a quanto falsamente diffuso in questi giorni, respingiamo  categoricamente l’accusa di aver utilizzato materiali difformi all’insaputa dell’Ente. Tutto il  materiale sabbioso attualmente presente sull’arenile è stato preventivamente campionato sui  cumuli, analizzato in laboratorio e formalmente autorizzato alla posa in opera dal Comune di  Salerno, tramite la propria Direzione dei Lavori. In spiaggia non è entrato un solo granello di  sabbia che non fosse stato prima avallato dall’Amministrazione. 

Le attuali e tardive contestazioni sollevate a posteriori dall’Ente, basate su campionamenti  effettuati in spiaggia a distanza di mesi e con normative di laboratorio errate, rappresentano  un maldestro tentativo di scaricare sull’impresa appaltatrice colpe, ritardi e gravi inadempienze  burocratiche riconducibili esclusivamente alla Stazione Appaltante.

Il Consorzio Infratech – conclude la nota –non accetta il ruolo di capro espiatorio e continuerà a difendere la correttezza del proprio operato  in tutte le sedi competenti”. 

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