Non si placano le polemiche, dopo la clamorosa decisione del Circolo Nautico Salerno di rinunciare al campionato di Serie A2 di pallanuoto maschile, per i costi ritenuti eccessivi per gli spazi acqua per allenarsi e per la mancanza di una piscina, vista la chiusura della Vitale, per le partite. Dopo la replica del Comune di Salerno, il club presieduto da Paolo Giarletta ha diffuso un ulteriore comunicato:
“In riferimento alla nota diffusa dal Comune di Salerno, il Circolo Nautico Salerno ritiene necessario precisare alcuni fatti, affinché siano chiare le circostanze che hanno determinato la dolorosa rinuncia al campionato di Serie A2. Non abbiamo mai negato le interlocuzioni con l’amministrazione comunale, né la disponibilità manifestata a ricercare una soluzione. Il punto è che, fino al momento della decisione, quelle interlocuzioni non si erano tradotte in condizioni formalizzate e concretamente applicabili. Ancora il 7 ottobre, appena due giorni fa , contattata dalla nostra società, la Presidente di Salerno Solidale comunicava di non poter autorizzare l’utilizzo degli spazi acqua dell’Arbostella alle tariffe richieste dal Circolo finché non avesse ricevuto atti concreti che garantissero la copertura della differenza. Precisava, infatti, di essere tenuta ad applicare le tariffe approvate dalla stessa Giunta comunale. Questa comunicazione rappresentava, per noi, la situazione operativa effettiva: gli spazi erano stati individuati, ma non potevamo utilizzarli alle condizioni economiche necessarie per sostenere la stagione. Quale soluzione concreta risultava dunque attivata, se ancora il 7 ottobre il soggetto incaricato della gestione dichiarava di non poterla applicare? Se, come afferma oggi il Comune, erano state individuate le coperture finanziarie, chiediamo di precisare con quale atto, in quale data e quando tale disposizione sia stata comunicata alla nostra società e a Salerno Solidale, rendendo effettivamente autorizzabile l’applicazione delle tariffe richieste.Al Circolo Nautico Salerno non era pervenuta alcuna conferma formale sulla quale fondare la programmazione del campionato. E quanto riferito dalla Presidente di Salerno Solidale confermava che, anche sul piano della gestione dell’impianto, mancavano ancora i presupposti per procedere.La distinzione è essenziale: individuare una possibilità, sollecitare gli uffici o manifestare la volontà di reperire risorse sono passaggi importanti, ma una società può assumere impegni soltanto quando conosce con certezza gli spazi disponibili, i costi applicabili e l’autorizzazione a utilizzarli.Il campionato impone tempi e responsabilità verso atleti, tecnici, Federazione e altre squadre. Non potevamo continuare ad attendere senza una conferma scritta, né impegnare l’associazione sulla base di rassicurazioni che il gestore stesso non era ancora nelle condizioni di attuare.Per questo riteniamo ingiusto lasciare intendere che il Circolo abbia rinunciato nonostante una soluzione già disponibile e utilizzabile. La decisione è stata assunta proprio perché, fino all’ultimo tentativo, quella certezza non c’era. Attribuire alla società la responsabilità di non aver colto un’opportunità mai formalmente comunicata significa non rappresentare correttamente le condizioni nelle quali siamo stati chiamati a decidere.Non vi è alcuna strumentalizzazione nel raccontare questi fatti. C’è il dolore di chi ha investito anni di lavoro, risorse e passione, ha conquistato la Serie A2 sul campo e ha cercato fino all’ultimo di salvaguardare quel risultato.Il valore dei lavori di riqualificazione della piscina Simone Vitale non è in discussione. La necessità che abbiamo rappresentato riguardava il presente: come garantire la continuità dell’attività durante la chiusura dell’impianto, a condizioni sostenibili e nei tempi richiesti dalla stagione sportiva. Restiamo disponibili a un confronto trasparente e documentato. Se esistono oggi atti che rendono concretamente applicabile la soluzione annunciata, chiediamo che vengano messi a disposizione, chiarendone tempi e condizioni. Avremmo voluto comunicare l’inizio della nostra stagione in Serie A2. Abbiamo dovuto comunicarne la rinuncia. Prima di attribuircene la responsabilità, occorre chiarire quali condizioni fossero realmente disponibili nel momento in cui abbiamo dovuto scegliere”.
