La direttiva europea sulle abitazioni efficienti dal punto di vista energetico e il Piano Casa del Governo nazionale rappresentano una grande occasione per il territorio salernitano, ma per trasformarla in crescita reale occorrono regole chiare, controlli efficaci, sicurezza nei cantieri e interventi mirati a favore di famiglie, giovani coppie e fasce più deboli. È quanto sostiene Giuseppe Marchesano, segretario generale della Filca Cisl di Salerno, che indica nella provincia un possibile modello nazionale di rigenerazione urbana, sviluppo sostenibile e inclusione sociale.“L’Italia è in ritardo su questo fronte e deve trasformare un obbligo europeo in una vera politica industriale capace di rilanciare il settore delle costruzioni, ridurre le disuguaglianze e proiettare la provincia di Salerno verso un futuro sostenibile”, dichiara Marchesano.Secondo il dirigente sindacale salernitano, l’esperienza degli incentivi edilizi degli ultimi anni ha dimostrato che il comparto può generare crescita occupazionale, maggiore regolarità fiscale e tracciabilità degli interventi, ma ha anche evidenziato limiti evidenti. “Abbiamo visto risultati importanti, ma anche errori da non ripetere, come interventi poco selettivi e aumenti dei prezzi. Ora bisogna valorizzare ciò che ha funzionato ed evitare le distorsioni del passato”.Per Marchesano è necessario ripartire con un sistema di incentivi più giusto e calibrato sulle reali condizioni economiche delle famiglie. “Servono aiuti differenziati dal quaranta al cento per cento, in base al reddito, allo stato energetico e alla sicurezza degli edifici. La priorità deve andare alla prima casa e alle persone più fragili, sia nei centri urbani sia nelle aree rurali della provincia di Salerno”.Accanto agli incentivi, aggiunge, servono strumenti diversi e integrati, come contributi diretti, agevolazioni fiscali e forme di collaborazione con soggetti privati, così da sostenere gli investimenti senza gravare eccessivamente sulle finanze pubbliche.Un passaggio decisivo riguarda il sistema dei controlli. “Prima di tutto occorre costruire verifiche preventive solide, con sportelli dedicati, piattaforme trasparenti e operatori qualificati. Solo così si possono garantire legalità, chiarezza e risultati concreti”, spiega il segretario generale della Filca Cisl Salerno.Marchesano sottolinea che un sistema ben organizzato permetterebbe anche di incentivare con efficacia pannelli solari, sistemi di riscaldamento moderni e strumenti di accumulo energetico, rendendo gli edifici più autonomi e meno esposti alle difficoltà internazionali legate ai costi dell’energia.Il sindacalista richiama però con forza il tema della sicurezza sul lavoro, indicandolo come priorità assoluta. “Abbiamo un’esigenza primaria: garantire nei cantieri qualità del lavoro e sicurezza. Negli ultimi mesi il nostro territorio è stato segnato da diversi gravi incidenti nel settore delle costruzioni, alcuni purtroppo mortali. A Sicignano un lavoratore è rimasto in gravi condizioni. Formazione, prevenzione e innovazione restano gli strumenti fondamentali per difendere la sicurezza e la dignità dei lavoratori. Lo sviluppo dei territori e le grandi opere passano prima di tutto attraverso la salute e la sicurezza di chi lavora”, aggiunge.Per la provincia di Salerno, la strada indicata è quella della rigenerazione urbana e non del consumo di nuovo suolo. “Dobbiamo puntare sul recupero del patrimonio esistente, sulla messa in sicurezza degli edifici e sulla creazione di abitazioni accessibili per famiglie e giovani coppie, anche nelle zone rurali. Recuperare ex aree industriali e trasformarle in spazi abitativi a costi sostenibili, parchi e aree verdi significa unire efficienza, sicurezza e opportunità sociali”.Secondo Marchesano, proprio Salerno e la sua provincia possono diventare il laboratorio concreto del nuovo Piano Casa nazionale. “Incentivi selettivi e controlli rigorosi devono integrarsi con una politica abitativa che metta davvero al centro le fasce deboli”.Infine, lo sguardo è rivolto al prossimo anno. “Il 2026 sarà decisivo per l’attuazione della direttiva europea. Dobbiamo costruire con cura il sistema dei controlli senza perdere lo slancio. La provincia di Salerno può diventare un modello di riconversione energetica, crescita inclusiva e territori a misura di persona”.
